Storie di strada-Parte III

La strada calpestata da scarpe pesanti o da piedi scalzi. Bagnata da birra e lacrime. La strada e noi che la accarezziamo e levighiamo con i nostri sogni.

Cosa rimane? Un tombino, in mezzo alla strada, che beve degli scarti del cielo, che fa tuonare un peso, che ti ricorda che, ovunque tu vada, devi stare attento a dove posi il piede.

Storie di strada

Forse è l’aria che gira, forse è la polvere che brucia gli occhi, forse è il vento che gioca, forse è una bocca che bacia un occhio, forse un dito che silenzia una parola.

Cammino. Accompagnata da una nuvola di pensieri, da un mantello di ricordi. Cammino e osservo, spudorata. Strade, tombini, angoli e vicoli, persone. Fingo di sentirmi parte di tutto ciò, ma la verità è che il mio posto è un altro, il mio essere è ancora là. Fingo bene, mento, anche a me stessa. È così che la vita va avanti. La mia, non la loro.

Quando sono sola, tra le mura protettive del mio silenzio, riesco a sentirmi, avvolta da una tristezza senza odore né forma. La sento solo io, nelle scarpe, sulle spalle, nel cuore. Il mio silenzio, così come le mie vene, nascondono il mio animo ferito e inquieto, che non trova pace. Non possono capirmi, nessuno può. Perché questa è la mia vita, non la loro. La strada, la strada… Complice, teatro. I miei passi, i miei dolori. Li trattiene, li annusa, li soffia nebulosa, creando storie… non le mie.

Le loro.

Senza titolo -parte II-

Esistono due mondi.
Uno è quello in cui viviamo.
L’altro è quello reale.
Il primo ospita quella parte di persone che ha scelto di non vedere, di non guardare, di non udire né ascoltare, di non parlare e di tacere. È un mondo apparentemente felice, perfetto. Apparentemente, certo.
Perché nessuno è veramente felice. Se davvero si avesse il coraggio di ascoltare il cuore, la coscienza.
È un mondo comodo. Tecnologia, macchine, elettricità… ma vuoto. Le cose più importanti sono state sostituite, come quando si getta una maglietta che non piace più. Allo stesso modo rispetto, saggezza, generosità e altruismo sono stati fatti volar giù dalle finestre di ogni casa. Ma non c’è da preoccuparsi, sono stati prontamente rimpiazzati.
E anche perfetto. Tutti al proprio posto. Gli immigrati in galera, le donne a prostituirsi (non solo sulla strada), i figli di papà a capo di multinazionali, gli ignoranti in politica e gli intellettuali per strada. Tutto perfetto.
Ma cominciano a formarsi le prime crepe. La base su cui poggia, infatti, è composta di poveri elementi come l’egoismo, l’ignoranza, l’indifferenza, il qualunquismo, la rassegnazione. Questi, per anni, sostenuti da pilastri come capitalismo e consumismo, sono riusciti ad attutire gli scossoni della storia ma ora che la verità comincia ad affiorare, s’intravedono i difetti, le mancanze, la fragilità. Le crepe, giorno dopo giorno, insidiano il sistema che sta cercando di tapparle, fallendo.
Il corso della storia non può attendere. Granelli di sabbia iniziano a cadere sulle nostre teste. Una densa pioggia color ocra sta bagnando i nostri corpi. Il deserto comincia a coprire le nostre case. Il caldo ci pervade, sentiamo l’odore fastidioso della sabbia nel naso. Non riusciamo ad aprire gli occhi perché bruciano. Dobbiamo fare qualcosa, altrimenti saremo perduti. Ma no. Stiamo fermi. Non reagiamo. Ci rassegniamo. Aspettiamo che passi, che arrivino momenti migliori. Ma i momenti migliori non arriveranno. I momenti migliori saranno quelli che abbiamo impresso nella memoria. Sono quelli passati, sono quelli che non torneranno mai.

(continua…)

Guy Fawkes Night

“Remember, remember,
the fifth of November,
Gunpowder, treason and plot.
I see no reason
Why Gunpowder treason
Should ever be forgot!”

C’è chi ha detto che Guy Fawkes, uno degli ideatori del “Gunpowder Plot”, sia stato l’ultimo uomo ad essere entrato in Parlamento con buone intenzioni. Ed è a queste buone intenzioni che voglio dedicare questo post, pubblicato non a caso oggi, 5 novembre, anniversario del complotto della Congiura delle Polveri. Progetto ideato da una manciata di cattolici inglesi a danni del re scozzese Giacomo I d’Inghilterra che avrebbe dovuto far esplodere la Camera dei Lord durante la cerimonia dello State Opening proprio il 5 novembre 1604.

Ed è sempre lo stesso Guy a prendere le sembianze di una persona, o meglio di un’idea, nel celebre film “V for Vendetta” dando il volto al protagonista, V. Da questo film vorrei rubare, come sono solita fare, alcune frasi che mi hanno commossa, ispirata, che hanno suscitato in me una rinnovata voglia di combattere e credere che si può fare qualcosa per cambiare questo mondo. Eccole, quindi.

“I popoli non dovrebbero avere paura dei propri governi, sono i governi che dovrebbero avere paura dei popoli…”
“Gli artisti usano le bugie per dire la verità, mentre i politici per coprire la verità.”
“Le idee sono a prova di proiettile.”
“Ma ancora una volta, a dire la verità, se cercate un colpevole non c’è che da guardarsi allo specchio.”
“Non vi sono certezze… solo opportunità.”
“Le parole non perderanno mai il loro potere; perché esse sono il mezzo per giungere al significato e per coloro che vorranno ascoltare all’affermazione della verità.”
“Ci insegnano a ricordare le idee e non l’uomo, perché l’uomo può fallire. L’uomo può essere catturato, può essere ucciso e dimenticato. Ma 400 anni dopo ancora una volta un’idea può cambiare il mondo. Io sono testimone diretto della forza delle idee, ho visto gente uccidere per conto e per nome delle idee, li ho visti morire per difenderle… Ma non si può baciare un’idea, non puoi toccarla né abbracciarla; le idee non sanguinano, non provano dolore… le idee non amano. Non è di un’idea che sento la mancanza ma di un uomo, un uomo che mi ha riportato alla mente il 5 novembre: un uomo che non dimenticherò mai.”
“La speranza di ricordare al Mondo che l’Equità, la Giustizia, la Libertà sono più che parole, sono prospettive!”

http://en.wikipedia.org/wiki/V_for_Vendetta_(film)