Soffio d’Africa (dedicata a tutte le donne)

Ombrate deità

riversano sangue

in sospiri d’alacrità

con cuore che langue

seducente stella

sostiene il firmamento

corona potentilla

elevata dal filamento.

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Bianco e nero

Poesia è giocare con le parole,

confonderle per ordinare la mia vita,

in bianco e nero

bianco come un foglio vergine

nero come l’inchiostro seppiato

bianco come la luce desta delle notti

nero come il buio in cui mi perdo

bianco come il pallore della mia pelle

nero come il diverso che mi attrae

bianco e nero per decidere

che calore assegnare ai sentimenti

quali accenti posare sulle fotografie

senza assecondare il desiderio dell’artista

come potete fare voi

scegliendo (eventualmente) di cestinarmi

dimenticandomi accanto a un quotidiano obsoleto che

col suo bianco e nero terrà compagnia

alle mie vane parole.

The third bite of the Big Apple

Versi arrabbiati di un poeta che ha recitato in fronte a me,
libri usati da persone mai incontrate che sceglievano me come nuova lettrice,
danze africane in una serata che profumava di donne,
un museo che arrotondava lo spazio e infilava aria di cultura nel mio respiro,
un appartamento di cannella che richiama l’origine lontana delle ospiti,
il rinnovato sapore di un abbraccio di due sorelle.

Questa è stata la mia New York.

Empatia

Tutto inizia con questa poesia, nata una notte danzante a Kampala passata con due amici speciali, Valentina e Francesco…

Mi vesto di lei
mi copro di empatia
le sue lacrime
sono le mie

le danze – la vita
la musica – l’amore
le cose importanti
accadono per caso

l’alcol
apre il cuore
guardi e trovi
il niente

increspatura
sulla pelle
me stessa
i miei sogni

trepidazione
sul viso
i miei battiti
i miei sospiri.

Mi hai vista (auguri al mio babbo)

Eri un ragazzo
quando la mia nascita
prepotente -podalica-
ti ha trasformato in padre

mi hai vista crescere
nella semplicità
del vento portato dal mare
nella vitalità
sprigionata dal calpestio sull’erba

mi hai vista amare
nella sfrontatezza del coraggio
di un sorriso
nell’incomprensione della diversità
della casta

mi hai vista credere
nell’utopica solidarietà
di una stretta di mano
nell’illusa chimera
dell’eguaglianza

mi hai vista cadere
nel buio dello sconforto
nella follia della solitudine

mi hai vista rinascere
nella forza di un’onda gonfia d’aria
nella frugalità di una rosa che sboccia

mi hai vista camminare
nel sabbioso sentiero del mio destino
lungo i pendii scoscesi dei miei principi

eri un ragazzo
sei padre
ora tocca a me
guardarti, aiutarti, accompagnarti
come hai sempre fatto tu con me.

Emozioni di vita

Una lacrima che obbliga le labbra
a chiudersi per non perdere
quella goccia di vita

un sorriso che obbliga il capo
a chinarsi per non ostentare
un’insensata euforia

un battito che obbliga il petto
a farsi capace per non comprimere
il sussulto di empatia

questi i sapori che
alimentano la vita

questi i colori che
dipingono i sogni

questi i profili che
ricamano gli orizzonti

Ti immagino così

Dedicata alla mia mamma

Il formicolio alle mani
-lo stesso che sento io nelle notti insonni-
ti lascia solo il tempo di
arraffare un foglio e il carboncino

il formicolio alle mani
non dà importanza agli spigoli
-per quello c’é la vita-

tu ritrai battiti, curve,
sagome
-per questo serve il cuore-

il formicolio alle mani
induce le dita a danzare veloci
sulla ruvida carta
-come se vivessero di vita propria-

il formicolio alle mani
-lo stesso che sento io nelle notti insonni-
ti invita a ritrarmi
mentre il mio
mi incita a immaginarti
così.

Sette anni

Sono trascorsi sette anni da quando
il mio focolare si scalda con tepore vermiglio
sono trascorsi sette anni da quando
i miei occhi pellegrini si vestono con cipiglio
sono trascorsi sette anni da quando
i miei piedi si sporcano con nuove essenze
sono trascorsi sette anni da quando
le mie braccia si annodano con altre certezze

Sono trascorsi sette anni da quando
ho intrapreso un cammino di scoperta
di una vita da immaginare
sono trascorsi sette anni da quando
le mie scarpe barcollano su una via incerta
di una nuova me stessa da inventare.

Ora é tempo di tornare
a casa non so
ma dalla mia famiglia di sicuro
al caldo non so
ma tra antichi abbracci di sicuro
agli anni trascorsi non so
ma dal mio futuro di sicuro.