Cause, Rodriguez

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Tratto da “16 anni di alcol” di Richard Jobson

C’é una fase in cui non si bada a cose come la sopravvivenza, però la gente che non ha paura sa che non dura a lungo. Chi ha coraggio conosce la verità, conosce la paura. Certe volte uno non ce la fa a dire all’altro “Mi dispiace” non migliorerebbe le cose. No, non le migliorerebbe. Paura, paura, paura. A volte, se uno ci prova, le cose potrebbero prendere una piega diversa. Se il tuo cuore batte nel modo giusto, una possibilità, forse, ce l’hai.

16 anni di alcol

Tratto dal film “La forza del passato” di Sergio Rubini

-Tu ti ricordi quando presi in affitto casa mia, dieci anni fa?
-Uhm.
-Una delle finestre non era tappata da un camino finto, brutto, con il mobile bar incassato, ti ricordi?
-Brutto, orrendo.
-Ecco, infatti, orrendo. Il proprietario pero’ non voleva assolutamente che lo buttassi giù, così io accettai di smontarlo pezzo per pezzo con la promessa di rifarglielo uguale quando avessi lasciato la casa. E qui arriva il segreto, mamma. Perche’ dopo aver tolto tutte quelle piastrelle, una a una, quei mattoni uno a uno, sai che cosa ci abbiato trovato dentro? Cioé, nell’intercapedine, tra il camino e il muro, sai che c’era? Una cacca. Una merda umana, mummificata, liofilizzata e avvolta in una pagina di giornale del 1953. Adesso io… questa cosa non l’ho mai detta a nessuno, non so perché, (…) a nessuno. Però quella scena ce l’ho proprio davanti agli occhi: il muratore che ha appena finito di fabbricare il camino, nel 1953, cioé quando il mio padrone di casa é ancora un bimbetto, no, di quattro anni e crede che da quel camino arriveranno Babbo Natale e la Befana per portargli i regali e invece il muratore caga sul foglio di giornale, finisce di murare ben bene gli ultimi mattoni rimasti e se ne va tranquillamente a farsi pagare. Cioé, capisci, il mio padrone di casa, ha passato i momenti più belli della sua vita davanti ad una merda. Adesso tu, al posto mio, che faresti? Glielo diresti, al padrone di casa? Cioé… io lo so, no, l’imbianchino é morto e probabilmente é morto anche il muratore che quella roba l’ha lasciata lì ormai quarant’anni fa, quindi lo so solo io, nel mondo, io e adesso te. Per cui, che faresti, glielo diresti? (…) Al posto mio, glielo diresti? (…) Sì o no?
-No.

come promesso…

per Mara e Matteo, in onore della nostra serata…

La coincidenza non ha madre, Leyla. La coincidenza è solo un’illusione.

Alcuni vorranno toglierci la sicura, sospetto che in questo momento stiano strillando ordini al telefono e che presto arriveranno gli uomini armati. Perché? Perché, mentre il manganello può sostituire il dialogo, le parole non perderanno mai il loro potere; perché esse sono il mezzo per giungere al significato e per coloro che vorranno ascoltare all’affermazione della verità.

Gli uomini muoiono, le idee no. Io non sento la mancanza dell’idea… sento la mancanza dell’uomo.

Non vi sono certezze… solo opportunità.

Nascondi ciò che sono e aiutami a trovare la maschera più adatta alle mie intenzioni.

Morirò qui. Tutto di me finirà, tutto… tranne qull’ultimo centimetro. Un centimetro è piccolo ed è fragile… ma è l’unica cosa al mondo che valga la pena di avere. Non dobbiamo perderlo o svenderlo, non dobbiamo permettere che ce lo rubino.

 

Tratto dal film V for Vendetta

Tratto dal film “Ultimo tango a Parigi” di B. Bertolucci

Lei: Non so come chiamarti.

Lui: Non ho nome.

Lei: Vuoi sapere il mio?

Lui: No, no! Sta zitta, non dire niente, io non voglio sapere come ti chiami. Tu non hai nome, io nemmeno, nessun nome. Qua dentro non ci sono nomi, non esistono nomi, capito?

Lei: Lei è pazzo!

Lui: Forse lo sono, però non voglio sapere niente di te. Non voglio sapere dove abiti, con chi abiti, o da dove vieni, non voglio sapere niente, niente di niente. Siamo intesi?

Lei: Mi fa paura.

Lui: Niente. Noi ci incontriamo senza sapere niente di quello che siamo fuori di qui. D’accordo?

Lei: Ma perché?

Lui: Beh, perché non abbiamo bisogno di noi, qui dentro. Capisci? Dimenticheremo tutto ciò che sappiamo, tutto… cose, persone, gli altri, tutto ciò che siamo stati, gli amici, la casa… dobbiamo dimenticare ogni cosa, ogni cosa.

Lei: Non so… ci riusciremo?

Lui: Non lo so. Hai paura?

Lei: No.