Bianco e nero

Poesia è giocare con le parole,

confonderle per ordinare la mia vita,

in bianco e nero

bianco come un foglio vergine

nero come l’inchiostro seppiato

bianco come la luce desta delle notti

nero come il buio in cui mi perdo

bianco come il pallore della mia pelle

nero come il diverso che mi attrae

bianco e nero per decidere

che calore assegnare ai sentimenti

quali accenti posare sulle fotografie

senza assecondare il desiderio dell’artista

come potete fare voi

scegliendo (eventualmente) di cestinarmi

dimenticandomi accanto a un quotidiano obsoleto che

col suo bianco e nero terrà compagnia

alle mie vane parole.

Bronzone l’anziano

Lo guardo da lontano
la mia mente si avvicina
passo dopo passo
alle infanti domeniche
trascorse calpestandolo di serenità, familiarità.

Imbiancato, canuto, invecchiato
uomo che dall’alto delle sue cime anziane
strizza gli occhi per impedire ai nuovi nipoti,
irriverenti,
di calpestargli i ricordi più intimi,
quelli custoditi all’interno di boschi forzieri,
isolati e protetti con ghiaccio e freddo
per conservarli meglio.

Empatia

Tutto inizia con questa poesia, nata una notte danzante a Kampala passata con due amici speciali, Valentina e Francesco…

Mi vesto di lei
mi copro di empatia
le sue lacrime
sono le mie

le danze – la vita
la musica – l’amore
le cose importanti
accadono per caso

l’alcol
apre il cuore
guardi e trovi
il niente

increspatura
sulla pelle
me stessa
i miei sogni

trepidazione
sul viso
i miei battiti
i miei sospiri.

Mi hai vista (auguri al mio babbo)

Eri un ragazzo
quando la mia nascita
prepotente -podalica-
ti ha trasformato in padre

mi hai vista crescere
nella semplicità
del vento portato dal mare
nella vitalità
sprigionata dal calpestio sull’erba

mi hai vista amare
nella sfrontatezza del coraggio
di un sorriso
nell’incomprensione della diversità
della casta

mi hai vista credere
nell’utopica solidarietà
di una stretta di mano
nell’illusa chimera
dell’eguaglianza

mi hai vista cadere
nel buio dello sconforto
nella follia della solitudine

mi hai vista rinascere
nella forza di un’onda gonfia d’aria
nella frugalità di una rosa che sboccia

mi hai vista camminare
nel sabbioso sentiero del mio destino
lungo i pendii scoscesi dei miei principi

eri un ragazzo
sei padre
ora tocca a me
guardarti, aiutarti, accompagnarti
come hai sempre fatto tu con me.