Come i treni a vapore

Cerco di ricrearmi un posticino anche qui, come ho fatto in Karamoja.
Primo sorso di vino rosso. Buono. Il cielo, se non fosse per i fastidiosi lampioni e gli ingombranti cavi elettrici che paiono ragnatele arrabbiate, potrebbe ricordarmi quello di Iriiri. Quel cielo sospirato, a cui mi sono rivolta mille lune.
Secondo sorso. Caldo. La strada bela di pecore carenate. La radio narra. La musica è sempre quella. Nakoru è lontana, ma il suo cuore è sempre lo stesso, come la musica.
Terzo sorso. La Karamoja rivive in me, insieme all’eco strano di una canzone che urla che il dolore passerà, come i treni a vapore. Un dolore nostalgico che porta con sé un gusto di speranza, quella che non mi ha mai abbandonata, come la musica.
Il dolore passerà, come i treni a vapore. La musica e la speranza non passeranno mai, perchè so sognare e non voglio smettere di farlo.

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