Senza titolo -parte III-

Fuori piove, è arrivata la stagione delle piogge. Il temporale crea un’interruzione di corrente elettrica in casa, ma non importa. Abbiamo acceso il fuoco nel camino, siamo sdraiati su questo divano scomodo che ci conforta come può, e noi ci facciamo coccolare. La forza del vento e dell’acqua, che frustano il tetto di eternit, viene amplificata in intensità e potenza dall’eco che aleggia nella stanza. In questi momenti di solitudine e di isolamento, si impara ad apprezzare il conforto di un tetto, del calore umano, dell’istante, che va assaporato con il cuore e osservato con le emozioni. In questi momenti penso a tutti i bambini di strada che popolano le città burundesi. Bambini lasciati dai genitori, abbandonati a se stessi o scappati di casa per le violenze e i maltrattamenti subiti da patrigni che non li vogliono o fratelli più grandi che si divertono mortificandoli, restituendo un torto subito o per espiare una colpa passata. Ripenso a quei visi duri che hanno perso qualsiasi traccia di innocenza e di felicità che bambini di dieci anni dovrebbero ancora avere. La lotta per la sopravvivenza li ha cambiati, per sempre. Per strada vince solo il più forte, non c’è spazio per i deboli, per i più piccoli o per i frignoni. La strada ti accoglie, ma le regole per rimanere aggrappato al gruppo sono dure e, a volte, non lasciano scampo.

(continua…)

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