a proposito di Genova

Piango.
Per un paese che non riconosco, per la vergogna di essere stata tra coloro che in realtà hanno continuato a vivere come se niente fosse, indignandosi un po’ ma come tutti gli altri, perchè lo si deve fare, perchè sei di sinistra e allora te la prendi.
Ma aver visto quelle immagini è diverso. Ho provato paura, come nei film dell’orrore.
Ho sentito il male immaginando quei manganelli sulla mia testa.
Quanta omertà che copre questo scempio. Ma la gente non sa. Non si sanno queste cose. È una vergogna.
Piango quel sangue versato inutilmente.
Piango bugie costruite sulle vite degli altri.
Piango giovani visi segnati per sempre.
Piango cuori strappati alla speranza e affidati al terrore.
Non posso restare indifferente.
Guardando il film Diaz, don’t clean up this blood piango. E sono orgogliosa di farlo. C’è ancora qualcosa che mi spinge alla compassione. Ho ancora il mio fuoco politico dentro. Rosso. Che arde. E sempre arderà.

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