In viaggio

Mi fermo. Pargheggio la macchina sul lato sinistro della strada. Mi siedo sul caldo cofano. Afferro con lo sguardo il cielo, non posso lasciarlo scorrere senza imprimerlo, non posso, farei un torto a me stessa e a questo spettacolo gratuito a cui ho la fortuna di assistere.
Un gregge di nuvole sfila verso oriente.
Scatto mentalmente una fotografia. Il diaframma lo tengo chiuso, per dare la profondità giusta. Profondità che penetra negli occhi, che si stringono attorno a un punto focale. La luce mette in risalto ogni sfumatura, ogni tono che sfila ostentando dolcezza.
Alle mie spalle lo stesso gregge di nuvole si fa ombroso. Piange. Piange lacrime che presto andranno a gonfiare fiumi già colmi, a bagnare campi già saturi, ma non riesce a trattenersi, si riversa con tutta la sua forza per generare nuova vita.
Il mio quaderno, ancora una volta, é testimone dell’immortalità della bellezza e della fugacità dell’attimo.

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