Paura

Ho trascorso i miei ultimi due anni a fortificare il mio cuore, lasciandolo gocciolare piano piano da quella spada infertami da chi più amavo.
Ho erto mura attorno a me per tenere lontano il pericolo, la sofferenza, l’illusione, la paura. C’ero riuscita. Ho dovuto lavorare sodo per non sentire più il taglio della ferita, sempre là a comprimere i ventricoli e far vibrare gli atri in modo anomalo, scostante.
E poi arrivi tu. Forse le mura che avevo costruito erano fatte di ghiaccio, che con i tuoi raggi di dolcezza si sono scolti. Forse erano fatte di fango, che con la tua pioggia di parole si sono liquefatte. Forse erano fatte di sentimenti resi forti dalla tristezza, che appena ha abdicato per altri luoghi, non hanno più retto davanti alle emozioni.
Non lo so. E tutto questo mi fa paura. Sempre di più. Il sollettico che provo quando il mio cuore sobbalza mi dà quasi fastidio. Non vorrei provarlo né sentirlo.

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