Immagina (parte prima)

Immaginiamo che io venga a prenderti.
Immaginiamo la tua faccia insonnolita che mi sorride appena mi scorge tra gli altri visi.
Non parleremo. Il nostro silenzio vicino sarà l’unica cosa di cui avremo bisogno perchè di parole lontane ne avremo già avute molte.
Immaginiamo l’alba che ci coglie in macchina, mentre cerchiamo di raggiungere una città ancora assopita che ci lascia spazio per guidarla.
Immaginiamo di lasciare le tue valigie da qualche parte, abbandonate nella casa vuota e silenziosa. Solo i raggi, i più freschi, sono testimoni del nostro arrivo.
Chiuderai la porta della tua camera alle nostre spalle, anelando un mio bacio, che non ti farò sospirare.
I nostri cuori pulseranno all’unisono.
Le nostre mani esploreranno nuova pelle.
I nostri occhi si chiuderanno per lasciar spazio agli altri sensi.
L’udito troverà sfogo nel leggero fruscìo dei nostri vestiti che, piano piano, affonderanno per terra.
Il gusto esploderà in un tripudio di saliva, sangue e carne.
L’olfatto verrà soddisfatto dall’impalpabile fragranza che verrà sprigionata dal nostro abbraccio.

Cadremo, esausti, sul materasso.
Lasceremo zanzariera e coperte al loro posto, perchè non ci serviranno protezioni. Non ci serviranno più le protezioni che abbiamo dovuto issare in quei mesi.

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