Poesia di Alda Merini

Busso alla tua porta di sogno
con le mie nocche leggere,
con le mie mani leggere
come una bimba che cerca pace.
Vorrei parlarti del freddo del cuore,
del mio cuore di radice ferita.
Vorrei dirti che come te
ho bevuto un vino di troppo,
un vino di giusquiamo dolce,
un vino volonteroso
per cui la volontà dei poeti
diventa roccia sicura.
Tu che sei scalatore di mondi,
dovresti dirmi
perchè la grazia rimane indietro
e perchè dove c’è neve c’è freddo,
e dove c’è fuoco di passione
riarde il malefizio.
Ma poiché mi gratifico molto
di ciò che non ho in assoluto,
vorrei dirti che il mio cammino
è fatto di rose rosse
ogni volta che dal mio sguardo lui cade
come falce in cerca della morte.

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