Australia. Le vite (inventate) degli altri – La ragazza, il backpacker, il mio vicino –

Una ragazza giovane indossa una maglietta evidentemente italiana, che riporta una sorta di grido: (sono stata a) SIENA. É di ritorno da una bella vacanza in giro per il Bel Paese. Ostenta una borsa che le sarà costata quanto l’intera vacanza, ma chissà cosa le diranno le amiche australiane appena la vedranno! Sarà la più invidiata di tutte. Per una settimana. Poi tutto tornerà come prima. Ma le rimarrà quella bella borsa, che vedrà impolverata quando aprirà l’armadio per cercare, svogliata, qualcosa di adatto per la serata -qualcosa che non troverà mai- e si ricorderà di quella vacanza, di quel paese lontano, troppo lontano…

E poi, eccolo, lo sguardo che cattura il mio. Il suo naso traccia una linea retta col mio. É un ragazzo che, come me, sta provando a immaginare, in un miscuglio indecifrabile di preoccupazione e curiosità, cosa farà una volta atterrato, nel cuore della notte, a Melbourne. Si guarda attorno per cercare qualcun altro matto come lui che parte senza prenotare perchè c’è più gusto. Sono qui, gli dicono i miei occhi. Sono pazza quanto te e ti capisco. Ma il mio è uno sguardo afono, distante. Lui non coglie. Rimaniamo quindi due sconosciuti intenti a cercare qualcosa. Io le mie vite da inventare e lui una vita da condividere, anche solo per qualche ora.

Un signore distinto e gentile, vestito come la maggior parte dei musulmani, mi sorride. Abbiamo già trascorso insieme molte ore, da Dubai a Kuala Lumpur, e ora ci ritroviamo vicini per terminare questo viaggio attraverso il tempo. Cappellino color panna. Io direi bianco sporco ma so che non sta bene dire bianco sporco, quindi diciamo panna. Barba brizzolata. Lunga. Una veste grigia, che arriva fino ai piedi, lo copre quasi interamente. La parte del corpo che non è protetta da quel tessuto leggero, è prudentemente riparato da calzoni lunghi, dello stesso colore e fattura della camicia. Potremmo essere padre e figlia, se non fosse per l’evidente diversità del colore della pelle e di religione. Abbiamo però gli stessi ritmi biologici e gli stessi gusti. Vegetarian meal per me e per lui. Hot tea per me e per lui. Toilet per me e per lui.
Bellissimo.

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