Ritratti -AMICHE-

La nostra serata.

Sono trascorsi sei anni ma nel vedersi il tempo che ci ha tenute lontane svanisce. Il battito di un ciglio. Un sorriso. Le distanze si sciolgono.

 

Ci vediamo in pizzeria. Una birra per iniziare, poi due giri di amaro alla fine, quasi per ricordare i tempi in cui ci siamo conosciute, quando voi due non eravate mamme e io non ero in Africa.

Il mondo attorno a noi scompare. Persino l’ottima pizza e la presenza della mia super cuginetta passano in secondo piano, ma dal suo sguardo complice capisco che ha colto la solennità dell’incontro. Si fa silenziosa e mi sorride di sottecchi.

 

In quegli attimi, lunghi una vita, esistiamo solo noi tre. Al tavolo con me, una timida ma tenace ragazza con l’orecchino di perla e una scintillante Viola appena colta…

Avevo bisogno di una serata con voi, della vostra comprensione, della conoscenza intima che ci lega, delle vostre parole accompagnate da sorrisi, dei vostri problemi, dei vostri racconti. Avevo bisogno della nostra complicità, che vive del nostro vissuto, dell’empatia, dell’affinità che si percepisce con uno sguardo. Avevo bisogno di voi. E ne avrò sempre.

 

Eccomi qui, con la mia penna in mano e un foglio immaccolato che sta per essere sporcato dalla polvere dei miei pensieri.”

 

Tu mi spingi a guardare dentro quello specchio di ombre che a volte preferisco evitare.”

 

Mi sono sentita capita, senza dover parlare tanto, senza dover spiegare.”

 

Quando tornerò, per noi tre inizierà qualcosa di nuovo. Non so ancora cosa, ma preparatevi…

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