Ritratti -SORELLA-

Come sorridi con tua sorella, non sorridi con nessun altro”.

 

Sei come un’onda sfiorata dal vento che decide la direzione da prendere, che gioca con te. Il tuo viso girasole attende, rivolto verso il basso, un raggio di sole che gli dia vita, che gli dia un motivo per elevarsi. Il tuo corpo si muove sotto la forza delle note, un corpo spezzato in due: i piedi nel fango e la testa nelle nuvole. Le mani, le dita, il ventaglio, la gonna, il rosso. Balla, non pensare.

 

Mi porti al Teatro degli Arcimboldi con l’inganno.

“Ma non andiamo da Alby?” ti chiedo appena vedo che prendiamo una direzione diversa da quella che mi aspettavo.

“Sì, ma faccio l’autostrada” mi rispondi, quasi un po’ seccata.

A me sembra un po’ strano entrare in autostrada per percorrere i pochi chilometri che dividono Palazzolo da Coccaglio, ma non obietto. Poi prendiamo la direzione per Milano. Non stiamo andando da Alby. No.

“Ma dove stiamo andando?” Ti chiedo, finalmente.

Sorridi. Il tuo è un sorriso che dice: te l’ho fatta, sono riuscita a farti una sorpresa. Hai l’aria soddisfatta. E io curiosa. Ma resisto. Non voglio rovinarmi la sorpresa. Consumiamo in macchina una cena frugale, buonissima, intima. Ora capisco il perchè della borsa con le merendine e il té.

Poi entriamo nel teatro, che è illuminato a festa e si sta vestendo con i colori degli abiti degli ospiti che, piano piano, lo riempiono. Ora capisco perchè mi avevi detto di vestirmi un po’ elegante.

Mi dici: “Questo è il nostro spettacolo, sembra fatto apposta per noi”.

Vivo su un altro pianeta per un’ora e mezza, con te come accompagnatrice. Il resto non esiste più. Ci siamo solo noi e gli artisti che volteggiano, danzano e sfilano. È davvero il nostro spettacolo. Èil “Circle Eloize”. C’est très jolie, mon amour.

 

Una pacca fraterna, sorella, in ricordo della presentazione del libro di Sante Notarnicola al Caffé Letterario di Brescia. E poi a cena, al Bistrò Popolare, con un pezzo di storia seduto al tavolo accanto al nostro. Solo tu potevi. Solo tu puoi.

 

La tua casetta in stile londinese, con la chiocciola che ti costringe a tirare il fiato mentre la scali, con il tetto di legno e le locandine dei film, ci ascolta e accoglie.

Quelle mura strette che si affacciano sul lago custodiscono le nostre chiacchiere, le nostre confessioni, le risa e le lacrime. Si aprono ai cugini e agli amici.

 

Sei nei miei sogni, sorellina, nei miei pensieri, nei miei respiri.

 

Grazie di tutto.

 

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